lunedì 15 settembre 2008

Masaniello e la rivolta del pane

L'iniziativa è promossa dalle principali associazioni dei consumatori (maggiori info qui) per dare un segnale di forte indignazione popolare e sensibilizzare l'opinione pubblica al problema dei rincari generalizzati degli ultimi mesi, specialmente su pane e pasta.

Si tratta naturalmente di un'iniziativa simbolica che si sposa perfettamente con lo spirito di questo blog: la panificazione domestica come risposta alla scarso rapporto qualita'/prezzo del pane attualmente in commercio.

Ma cosa c'entra Masaniello con tutto questo? Nulla, se non fosse che, mutatis mutandi, la storia è destinata a ripetersi, come un eterno deja vu...

"E’ come se mi trovassi nella Napoli del 1647, in Piazza Mercato. Siamo lì da qualche ora a sfogare con bestemmie la nostra rabbia. Il mese di luglio è santo ai lazzaroni, perché dalla campagna circostante arrivano frutta e ortaggi a buon mercato. Ma gli odiosi e venali spagnoli, che governano la città, hanno imparato anche questo particolare, e giù nuove gabelle sulla frutta e sulla verdura. Gabelle su tutto, sul pesce, sul pane, sulle olive, sulle sarde salate, sulle cipolle, sugli agli, sulla legna da ardere, sulla barca, sulla rete, sull’amo da pesca. “Lo spagnolo vuole mezzo tornese anche quando pisciamo. Non ce la facciamo più. Persino il nostro paesano, San Tommaso, ha detto che bisogna ribellarsi alle gabelle ingiuste e ti assolve se ammazzi il tiranno.” Un signore molto ben vestito esce dalla Chiesa di Sant’Eligio e si avvicina a Masaniello, un ragazzo impetuoso e dall’eloquio convincente. Lo chiama in disparte e gli dice qualcosa. Poi se ne va defilato, cercando di non farsi notare.
Masaniello parte in quarta. “Abbasso le gabelle e i gabellieri”. Scalzi, le caviglie nude, una specie di mutande a colori a nascondere le parti più intime, una camicia a brandelli a difendere le scapole dai raggi cocenti del sole, una specie di fez in testa, partiamo. Ognuno di noi prende una mazza, una roncola, un’ascia e tutti assieme corriamo verso le garitte dei gabellieri, che bloccano gli accessi alla città. Comincia il macello. I gabellieri, pazzi di paura, corrono verso i palazzi dei signori, ma i servitori sbarrano gli enormi portoni alti sei metri. Sono alla nostra mercé. Non c’è requie. Napoli gronda ancora sangue."

[Da: www.eleaml.org/nicola/economia/nz_banche_Masaniello.html]

microguru

5 commenti:

barbara ha detto...

Ciao Microguru, scussa se ti ho abbandonato ma ho avuto un problema di computer da riparare.
Rieccomi qui.
Allora per quanto riguarda la torta al caffé che ho fatto mi sono attenuta scrupolosamente al libretto ma sono sicura anch'io che dipenda, comunque, dal lievito.
Insomma non m'è piaciuta.
Invece ho fatto un pane che, oramai faccio sempre, e qui aderisco all'iniziativa della rivolta del pane (ormai non compro più pane da tempo) che è buonissimo. Nei prossimi giorni lo posterò sul mio blog. Anzi, se ti va' passa a trovarmi.
Ormai ti ho inserito tra i preferiti.
Un abbraccio.
Bab

barbara ha detto...

P.s. Ari-scusa! Il blog è: arcicuoca.blogspot.com
Ciao.
Bab

microguru ha detto...

@barbara

ti vedo lanciatissima! bene, bene, continua così...ho visto che stai sperimentando con il pane nero spadoni...uhm, ne ho giusto giusto un pacco in dispensa, ho intenzione di provare una variante nera del protocollo base, vediamo che ne esce... :)

barbara ha detto...

Ciao Microguru,
io ti consiglio cmq di provare anche la mia umile ricettina!!! sono sicura che ti piacerà...
a presto.
bab

Anonimo ha detto...

imparato molto